Now In Korea
Finding a Language of Resistance: Busan Biennale OpensCreatrip Team
22 days ago
La Biennale di Busan 2026 si è aperta con il tema “Discordant Chorus”, incentrato su opere basate sul suono che si collegano alla cultura della protesta in Corea. In tre sedi, tra cui il Busan Museum of Modern Art e siti sul lungomare a Yeongdo, 46 team di artisti provenienti da 22 Paesi presentano lavori che utilizzano canzoni di protesta (minjung gayo), slogan, canti sciamanici (mu-ga), canti del lavoro, musica da club e nuove composizioni corali per creare uno spazio di “ascolto” che affronta la crisi politica. Tra i punti salienti figurano le opere su tessuto stampato di Im Min-uk che utilizzano copertine di album tratte da un archivio di minjung gayo, il remix di Thanat Tiradekon e il merchandising a tema musica di protesta, e un’installazione con 19 altoparlanti dell’artista belga Brahim Tal che sovrappone voci individuali in un coro capace di evocare il potere liberatorio del mare. Le curatrici Amal Khalaf ed Eveline Saimons inquadrano Busan — i suoi porti, le storie di lotta operaia (in particolare l’occupazione della gru del 2011 di Kim Jin-suk) e il paesaggio costiero — come contesto e al tempo stesso collaboratore, con grandi spartiti tessili realizzati dalla comunità ed esposizioni site-specific in ex cortili scolastici e magazzini di riparazione navale riconvertiti. Mostre parallele in città includono una grande personale dell’artista francese del vetro Jean‑Michel Othoniel a F1963 e il ritorno di una personale dell’artista thailandese Korakrit Arunanondchai. La Biennale prosegue fino al 1º novembre.
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