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Viaggio in Corea - Fortezza di Hwaseong

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Haneul
a day ago
Ricordo ancora la prima volta che ho intravisto i bastioni della Fortezza di Suwon Hwaseong dal bus diretto a Suwon. C’era qualcosa nel profilo di quelle mura di pietra che serpeggiavano lungo il fianco della collina che mi ha fatto venire subito voglia di scendere e andare a vedere. Quel giorno, senza un vero piano, ho scoperto uno dei luoghi più impressionanti che abbia visitato in Corea.
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Qualche dettaglio sulla fortezza
Inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1997, Hwaseong è una delle fortezze meglio conservate della penisola coreana. Fu costruita tra il 1794 e il 1796 per ordine del re Jeongjo, il quarto sovrano della seconda metà della dinastia Joseon. Il re voleva sia onorare suo padre, il principe ereditario Sado, morto tragicamente, sia stabilire una nuova capitale in grado di competere con Seoul.
Il progetto mobilitò decine di migliaia di lavoratori e coinvolse gli ingegneri più brillanti dell’epoca, tra cui Jeong Yakyong, uno dei principali pensatori del movimento Silhak, una corrente intellettuale coreana che promuoveva un approccio pragmatico e scientifico. Il risultato è una cinta muraria di 5,7 chilometri che segue le curve del terreno con notevole precisione, integrando colline, valli e corsi d’acqua in un unico complesso difensivo coerente.
Immagine dell’editor di testo
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Ciò che distingue Hwaseong dalle altre fortificazioni coreane del periodo è il suo carattere ibrido. Gli architetti combinarono tecniche di fortificazione cinesi e giapponesi con le tradizioni locali, creando un sistema difensivo particolarmente sofisticato per il suo tempo.
Lo si vede nella varietà di strutture lungo il percorso: torri di guardia rettangolari, bastioni circolari chiamati gongsimdon dotati di aperture che permettono sorveglianza e tiro in ogni direzione, feritoie di forme diverse a seconda delle armi utilizzate (arco, moschetto), porte segrete nascoste nella muraglia per sortite a sorpresa e sistemi di drenaggio progettati alla perfezione per evitare che le fondamenta soffrano durante le piogge monsoniche. Ogni elemento ha una funzione precisa e, camminando sui bastioni, si inizia a leggere l’architettura difensiva come se fosse una lingua.
Immagine dell’editor di testo
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L’itinerario completo si divide naturalmente in due sezioni in base al terreno.
La sezione occidentale corre accanto alle aree residenziali e offre un contrasto sorprendente tra le antiche mura di pietra e i moderni palazzi di appartamenti di Suwon. È un’esperienza urbana strana e affascinante, in cui si cammina letteralmente tra due epoche.
La sezione orientale, invece, sale lungo il pendio della collina e regala viste aperte su tutta la città. Qui si trovano i tratti più fotogenici e le parti più interessanti dal punto di vista architettonico.
Il percorso
Ho iniziato la camminata salendo verso nord-est e ho raggiunto Dongbuk gongsimdon, una delle torri di guardia meglio conservate e più iconiche della fortezza. È una torre circolare a due piani, traforata da decine di aperture di forme diverse, poggiata su una massiccia base in pietra. Da lontano sembra quasi una torre medievale europea, ma da vicino si vede la raffinatezza tutta coreana del suo progetto. Le aperture non sono decorative, ogni forma corrisponde a un tipo di arma e a uno specifico angolo di tiro. È qui che ho trascorso più tempo, studiando i dettagli e girando intorno alla struttura per capirne la logica.
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Proseguendo verso nord si arriva a Seojangdae, il posto di comando militare della fortezza, arroccato nel punto più alto dell’itinerario. È un grande padiglione in legno su una piattaforma in pietra, da cui il generale poteva controllare l’intera area e coordinare la difesa. La vista da qui è eccezionale, in una giornata limpida si può vedere tutta Suwon e, all’orizzonte, i primi contorni di Seoul. È anche il posto perfetto per fare una pausa, sedersi sui gradini e rendersi conto dell’enorme scala di ciò che rappresenta questa fortezza.
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La discesa verso ovest segue tratti di muro restaurati in modo particolarmente accurato, con spiegazioni dettagliate sulle tecniche costruttive. Si scopre che le pietre venivano tagliate con una precisione insolita per l’epoca, che alcune parti della muraglia incorporano blocchi di dimensioni diverse a seconda della loro posizione nella struttura (le fondamenta in pietra squadrata, le parti superiori con pietre più piccole per assorbire gli urti) e che l’intero complesso fu costruito in appena due anni grazie all’uso di una gru idraulica inventata appositamente per questo progetto.
La fortezza subì danni significativi durante la Guerra di Corea, soprattutto durante i bombardamenti degli anni ’50. Gran parte di ciò che si vede oggi è il risultato dei lavori di restauro condotti a partire dagli anni ’70, basati sui progetti originali e sui registri di costruzione, miracolosamente conservati in un documento chiamato Hwaseong Seongyeok Uigwe. Questo registro elenca nel dettaglio ogni spesa, ogni materiale, ogni lavoratore coinvolto nel progetto, una fonte storica eccezionale che ha reso possibile una ricostruzione estremamente fedele.
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Informazioni pratiche
Come arrivare : da Seoul, prendete la Linea 1 della metropolitana (direzione Suwon o Cheonan) fino alla stazione di Suwon. Il viaggio dura tra 50 minuti e 1 ora e 10 minuti a seconda del tipo di treno. Dalla stazione di Suwon, il cancello Paldalmun è a 15-20 minuti a piedi in direzione del centro, oppure potete prendere un autobus locale (incluse le linee 11, 13 e 36). In taxi dalla stazione, calcolate circa 5 minuti e 4.000-5.000 won.
Durata consigliata : prevedete almeno 2 ore per un giro rapido dei punti principali e più vicino alle 3-4 ore per percorrere l’intero cammino di ronda con calma, con soste per le foto e tempo per leggere i pannelli informativi.
Abbigliamento e attrezzatura : sono indispensabili scarpe comode da camminata. Alcuni tratti, soprattutto intorno a Seojangdae, includono salite piuttosto ripide con gradini di pietra irregolari. In estate, portate crema solare e una bottiglia d’acqua, le zone d’ombra sono rare nelle parti più alte. In inverno, le pietre possono essere scivolose.
Periodo migliore : la primavera (da fine marzo a inizio maggio) per i ciliegi in fiore e l’autunno (da ottobre a novembre) per i colori del foliage sono i due momenti migliori. L’estate è calda e umida, ma nei giorni feriali la fortezza è meno affollata. L’inverno ha un’atmosfera essenziale e molto fotogenica, soprattutto con la neve.