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'Un cuore fermo nella New York del XX secolo, risvegliato nella Corea del XXI secolo' — Opera robotica AI onora Nam June Paik nel 20° anniversarioCreatrip Team
a month ago
Al Nam June Paik Art Center il 28-29 gennaio, artisti hanno messo in scena un «AI Robot Opera» per segnare il 20° anniversario della morte del pioniere della videoarte Nam June Paik. Il fulcro è stato il robot restaurato K-456—originariamente creato da Paik nella New York degli anni Sessanta—riportato in vita nella performance di 권병준 (Kwon Byung‑jun) «Ghost Troupe x Robot K‑456: Rewiring the Circuit». Lo spettacolo è iniziato con una lenta e deliberata scena di riparazione e ha enfatizzato «l’imperfezione intenzionale»: i robot inciampano, falliscono e vengono riparati sul palco, trasformando il malfunzionamento in narrazione. Un momento suggestivo ha mostrato K‑456 eseguire una prostrazione simile a un’obiènsia (o-che‑tu‑ji) e poi far cadere chicchi di caffè tra il pubblico, un gioco che riecheggia le prime performance di Paik per strada che mettevano in discussione la tecnologia, l’agenzia e la «morte». L’AI ha co‑creato la musica, ponendo le macchine come collaboratrici anziché meri strumenti. La curatrice Park Nam‑hee ha detto che far rivivere K‑456 non è solo un restauro ma riaprire le domande di Paik per l’era tecnologica odierna: cosa diventiamo man mano che le macchine progrediscono, e quali valori umani dobbiamo preservare? La serata ha incluso anche il pezzo musicale di Kim Eun‑joon «Sequential», che amplifica la vulnerabilità dei robot e invita a riflettere sulla lentezza, il fallimento e la coesistenza anziché sulla perfezione tecno‑utopica.
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