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Beetlejuice di nuovo in scena: un aldilà malizioso che celebra la vita
Creatrip Team
2 months ago
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Il musical Beetlejuice, riproposto al LG Art Center di Seoul fino al 22 marzo, reinterpreta il film di Tim Burton del 1988 come uno spettacolo ad alta energia che trasforma la morte in una lente sulla vita. La produzione utilizza effetti analogici inventivi, burattini e un set trasformabile per evocare le immagini inquietanti del film—più notable un verme di sabbia ricreato senza CGI—mescolando rock, gospel e ritmi latini. La trama mette di nuovo a confronto vivi e morti sotto lo stesso tetto, incentrata su Lydia (una ragazza che vede i fantasmi) e sul fantasma casinista Beetlejuice, qui interpretato da più attori in un ruolo dominante, quasi da narratore. Per questa ripresa, il comico Lee Chang-ho ha contribuito all’adattamento coreano, aggiungendo un “malmat” locale (sapore conversazionale coreano) — incluse battute informali come “dobbiamo mettere i vermicelli di vetro nel tteokbokki?” (il tteokbokki è uno street food a base di torta di riso piccante) — che affina l’umorismo e radica lo spettacolo per il pubblico coreano. Il musical sposta il tono dal grottesco cinico del film verso una commedia nera più calda che non chiede “quanto è disordinata la morte” ma “come scegliamo di vivere nonostante essa”, presentando infine il caos della vita come prova che vivere vale la pena.
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