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FlagFillIconNow In Korea
I commercianti coreani tirano la cinghia mentre il forte dollaro e la debole domanda interna mordono
Creatrip Team
2 months ago
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Le aziende del commercio al dettaglio e dei beni di consumo coreane si stanno orientando verso una gestione conservativa e focalizzata sull’efficienza per il prossimo anno, in un contesto di persistente volatilità valutaria e debole consumo interno. In un sondaggio su 30 società, il 73,3% ha indicato le oscillazioni del tasso di cambio come il rischio maggiore, seguite dalla debolezza della domanda interna (66,7%) e dall’aumento dei costi (60%). Le imprese hanno riferito che un won più debole incrementa i costi delle materie prime importate, esercitando pressione sui prezzi e sul potere d’acquisto dei consumatori. La maggior parte delle società preferisce politiche di prezzo flessibili o congelamenti dei prezzi piuttosto che aumenti generalizzati, e il 70% prevede investimenti selettivi insieme al controllo dei costi. Le misure comuni includono un controllo più rigoroso delle scorte, efficienza operativa e risparmi organizzativi, mentre interventi drastici come licenziamenti di massa sono limitati. Le risposte variano per settore: le aziende alimentari sono le più esposte ai rischi dei costi di importazione, i rivenditori offline si concentrano sul miglioramento dell’efficienza dei punti vendita esistenti, gli operatori e‑commerce e dei convenience store danno priorità alla difesa dei margini in un contesto di pressioni promozionali e logistiche, e le aziende di moda/cosmetici sono più inclini a investire per la crescita estera. Nonostante le prospettive caute, il 56,6% si attende una crescita delle vendite per il prossimo anno e il 63,4% prevede un miglioramento dell’utile operativo, suggerendo che le imprese credono che le azioni di efficienza possano proteggere le performance.
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