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La tecnologia come lingua d'amore: la visione di un futuro connesso di Paik Nam‑June e Kim Ah‑reumCreatrip Team
4 months ago
Una mostra a New York “Paik Nam‑June: Communicator” (26 set – 22 nov) accosta il pioniere della videoarte Paik Nam‑June (1932–2006) con l’artista contemporanea coreana Kim Ah‑reum (n.1987) per esplorare come la tecnologia possa trasmettere valori umani universali, in particolare l’amore. La mostra riprende l’idea rivoluzionaria di Paik della “Electronic Superhighway” (electronic superhighway) e la sua convinzione che i media e l’elettronica possano connettere e liberare le persone anziché isolarle. Le nuove opere di Kim, ispirate al lavoro di Paik del 1993 alla Biennale di Venezia “The Rebirth of Genghis Khan”, immaginano un futuro speranzoso in cui la tecnologia media l’amore: figure e gli animali da compagnia dell’artista attraversano l’acqua su automobili verso paesaggi astratti dell’amore. Kim usa frequentemente l’immagine dell’acqua (water) e tecniche ad acquerello per suggerire una vita interiore fluente e senza tempo; la sua pratica considera il fare arte come un rito che rivela la persistenza dell’amore nonostante il cambiamento tecnologico. Insieme, i due artisti suggeriscono che il progresso e i dispositivi hanno senso solo se guidati da intenti umani, e offrono un percorso ottimista — una “strada” interconnessa di autostrade elettroniche e vie d’acqua — verso un futuro plasmato dalla compassione anziché dalla paura.
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